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Valori nutritivi della pasta

 

La pasta rappresenta la base della “dieta mediterranea”, ritenuta la migliore possibile dei nostri tempi, considerando quanto oggi si ecceda con i cibi di origine animale o troppo elorati. In termini di valori nutrizionali la pasta è un alimento completo ed è una componente imprescindibile nell’ambito di una dieta equilibrata e corretta.
 I maggiori esperti mondiali nella nutrizione consigliano la pasta a diabetici, bambini, adulti, anziani, donne in gravidanza, ma anche ad ipertesi, a chi soffre di colesterolo alto, disturbi tiroidei, squilibri epatici o digestivi.
Inoltre, per l’alto valore energetico e la rapida digeribilità, la pasta è considerata l’elemento fondamentale nell’alimentazione degli sportivi.


Pur possedendo
un discreto contenuto di proteine vegetali,
la pasta è ricca di amido (fino 75%)
e questo le consente di essere particolarmente
digeribile. Contrariamente all'errata e diffusa opinione di alcuni che la pasta faccia ingrassare, il suo contenuto di grassi è molto ridotto (meno dell’1%) e per ogni 100 grammi fornisce circa 350 calorie. Tale valore è ragionevole se si considera che un adulto sano ha bisogno mediamente di 2.400 calorie al giorno e che una porzione di pasta garantisce circa il 14% di tali esigenze.
Quindi la pasta si può definire uno dei più sani fra gli alimenti esistenti, in virtù della sua composizione legata ad elementi semplici, naturali ed equilibrati.

In 100 grammi di pasta si trovano: - 356 Kcal

- Proteine animali: 0 g

- Proteine vegetali: 10,8 g

- Carboidrati: 82,8 g

- Grassi: 0,3 g

- Fibre: 2,6 g

- Ferro: 1,3 mg

- Calcio: 17 mg

 

La pasta nello sport

 

Nella piramide alimentare che classifica le categorie di alimenti in base al fabbisogno giornaliero, i carboidrati trovano posto alla base (il consumo giornaliero deve essere il più elevato) e i grassi al vertice (il consumo giornaliero deve essere il più contenuto).  Negli strati intermedi trovano posto gli altri alimenti, tutti necessari per una dieta equilibrata.

 

Queste semplici regole sono valide per tutti, ma ancor di più per gli sportivi, per i quali l’alimentazione riveste un ruolo determinante. Proprio i carboidrati, alla base della piramide nutrizionale, presentano per loro una duplice funzione: plastica, perché entrano a far parte della costituzione del DNA, ed energetica, perché forniscono energia.

 

Tutti gli sportivi, sia quelli che si dedicano ad attività muscolari brevi e intense sia che quelli che affrontano lunghe gare di resistenza, trovano nella pasta l’alimento ideale. Un caso particolarmente interessante è quello dei maratoneti, i quali nei giorni che precedono la gara si dedicano alla "dieta iperglucidica" ricca in carboidrati. Infatti per questi atleti che sono sottoposti a sforzi molto prolungati  è fondamentale presentarsi alla partenza con una buona scorta di glicogeno nell'organismo, il cui esaurimento può compromettere il risultato della gara o addirittura costringere al ritiro. 

 

In definitiva i carboidrati forniscono all'uomo la base dell'alimentazione, e in particolare almeno la metà delle calorie che gli occorrono quotidianamente. Gli sportivi, che bruciano quantità particolarmente ingenti di energia, trovano proprio nei carboidrati il carburante necessario per la loro attività. 

 

 

La pasta come business

 

La pasta, piatto nazionale per eccellenza ed alimento preferito nei moderni mercati della globalizzazione, rappresenta un business al di là delle mode e delle crisi.  Questo inimitabile prodotto evoca la cultura e lo stile di vita del Bel Paese e li unisce ai vantaggi nutrizionali della dieta mediterranea su cui i pareri degli esperti concordano senza eccezioni. Versatilità gastronomica e convenienza economica completano il mix che spiega il crescente successo della pasta e del suo consumo in tutto il pianeta.

 

Per questi motivi mai come in questi ultimi anni la pasta e il suo background imprenditoriale hanno superato confini culturali e geografici, innescando nuove tendenze di consumo. Non è un caso che l'incidenza della domanda estera sul prodotto italiano (ovviamente il primo al mondo) abbia raggiunto il 50% e faccia della pasta l'alimento made in Italy maggiormente esportato. Una ricerca condotta su un campione qualificato di consumatori italiani con più di 14 anni ha stimato il consumo annuo di pasta in circa 28 chilogrammi pro-capite e nel 52,9% dei casi la frequenza di consumo è giornaliera.

 

Ecco quindi i presupposti fondamentali per l’idea PastaRè, semplice ma innovativa, basata sulla coesistenza di tre fattori apparentemente inconciliabili:

 

  1. Qualità del prodotto offerto e varietà di combinazioni di paste e sughi
  2. Velocità del servizio
  3. Costo estremamente competitivo

La sintesi di questi elementi dà vita al concetto dello slow fast food, che, unito all’esperienza in campo manageriale ed imprenditoriale del team PastaRè, rappresenta una certezza per chi voglia investire in un business solido e di grandi potenzialità.